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27.5.2004 Dogfight Under The French Sky
A volte mi meraviglio di me stesso.
Eppure dovrei conoscermi.
Evidentemente, in presenza di forti inclinazioni laterali e di violente accelerazioni subisco un transfert psicologico che mi spinge a ricercare ossessivamente il mitico SDRAIONE-DA-PANICO o a lottare contro la violenza di un motorone da 150 cavalloni vaporosi subisco inspiegabili ondate emozionali.
Sarà l'arcaico richiamo alla velocità, simbolo di supremazia nella caccia? Sarà l'aggressività sfogata in modo sanamente agonistico? sarà un segno dei tempi moderni, scanditi a colpi di potenza e di forme sinuose che si muovono sgusciando su suadenti nastri di asfalto?
Bella domanda.
Ma non si vive con le domande...si vive di azione e di emozione.
E quindi, detto-e-fatto, si va nella ridente e solare provenza, terra di villaggi paciosi, dolci colline, ciliegi stracarichi...E DI CIRCUITI.
La meta del viaggio stavolta è il terribile tracciato di LEDENON: una pista ricavata (secondo leggende non troppo metropolitane) in un crossdromo e che viene definita "le mugellò francais".
Personalmente, del mugello italiano non conosco granché...ma vi posso assicurare che questo pistino francese è più simile ad un corso di pilotaggio di aerei acrobatici che alla preziosa pista incastonata tra i colli toscani.
Mi metto la mano sul cuore (di metallo): nelle altre piste si corre, a ledenon SI VOLA.
Anzi...si decolla da un rettilineo in salita che parte ripidissimo ed offre ben DUE scollinamenti decisamente convessi, a tutto vantaggio dell'equilibrio intorno all’asse-ruota posteriore e per aiutare la "rotazione" (e se si vuole...anche il ribaltamento!)
Una volta preso il volo, la pista SPARISCE dietro il secondo scollinamento (che si fa almeno a 220 all'ora) e si avvita a sinistra nella famigerata TRIPLE GAUCHE: qui si deve mettere mano alla cloche e farsi una VIRATA INFINITA ad una bella velocità (terza piena e forse anche quarta, almeno per la prima delle tre curve in sequenza)...virata che per inciso deve essere ulteriormente stretta (e qui si stringe veramente tutto, anche e soprattutto lo sfintere anale del malcapitato pilota di turno) al terzo punto di corda: c'è solo un aggettivo per descrivere questo curvone, ed è DIABOLICO.
Ma questo è solo l’inizio delle ostilità, perché alcuni MiG ci sono arrivati alle spalle nella virata a sinistra incalzano, e bisogna disimpegnare a destra (cavolo, ci vorrebbe anche un mezzo tonneau...)
il tempo di dare una manata di gas ed ecco che ci si trova a fare uno yo-yo "basso-alto"...dato che il tracciato ha ben pensato di andare in discesa e di insaccarsi un TORNANTE A DESTRA PARABOLICO
il libidinometro comincia a salire.
Si esce dallo "yo-yo", si da potenza per la salita, si scollina dolcemente e leggiadramente e si guarda indietro...ancora MiG alle spalle! Ok altro disimpegno a sinistra, stavolta l'altitudine è quasi costante ma tanto per non fare le cose troppo banali c’è un punto di corda bello ritardato: risultato: ennesimo SDRAIONE-SPETTACOLO ed ennesima abbondante smanazzata di gas (in terza o i nseconda, a scelta del pilota) che ci proietta verso una veloce piega a sinistra...
...improvvisamente il mondo terrestre finisce, si vede solo l'azzurro cielo di provenza, e l'illusione di stare su un aereo è veramente totale, dato che qualche centimetro dopo il punto di corda della "veloce piega a sinistra" LA PISTA SI INABISSA LETTERALMENTE SOTTO LE RUOTE, per ricomparire una ventina di metri più in basso!
Ottima occasione per ripassarsi tutto il vocabolario dei sinonimi, alle voci "paura" "strizza" "cagarella" "ammazza che roba" eccetera...anche perché in fondo alla discesona ci aspetta un massiccio terrapieno in salita e una cosa che sembra una stretta e secca curva angolata a destra (che in realtà è estremamente veloce)
Dopo aver jettisonato il "carico extra" accumulato in fondo alla tuta ed essere usciti incolumi da questo discesone-con-curva-veloce-sul-fondo annessa, ci si può rilassare per circa un paio di secondi, tanto per riordinare le idee e capire se i MiG sono ancora ad ore 6...
Questo prezioso attimo di relax è offerto da un breve tratto rettilineo che corre parallelo al terrapieno, ed è molto utile per riordinare le idee e guardare gli immancabili MiG a ore 6...
A questo punto è doverosa una digressione sui bei tempi di quando si è giovani, si va a scuola e si cercava di capire (oltre a cosa ci fosse sotto la gonna dell’insegnante di fisica) quelle simpatiche formulette di fisica sull’energia cinetica e potenziale, e su come una si converta nell’altra in determinate condizioni...
...avete ritrovato quelle diaboliche formulette? Bene, adesso prendete alcune fascette di plastica molto robuste e legatevele per bene alle circonvoluzioni cerebrali, perchè la ricreazione è finita.
Il breve tratto dritto vi porta belli sparati ad una MOSTRUOSA CURVA DI RITORNO PARABOLICA IN COMPRESSIONE IN SALITA VERSO SINISTRA, dove le sospensioni vanno a pacco, le braccia cedono, lo stomaco entra nel serbatoio e la vostra materia grigia cerca di uscirvi dalle narici (per la felicità del vostro medico curante).
nel momento in cui si attacca la corda di questo capolavoro dell’ingegno (in terza piena, a gas aperto ovviamente, data la notevole pendenza della salita), non si vede altro che lo scuro asfalto, che magicamente cambia la propria inclinazione trasversale a guisa di gobba di cammello, e al povero pilota di turno non resta altro che evocare gli oscuri dèi della potenza che albergano nelle camere di scoppio per scalare questo muro (senza peraltro vedere niente...)
mentre la perversissima combinazione di accelerazione longitudinale e di forza centrifuga vi fa puntare dritti verso il cielo e la ruota motrice viene violentata da una serie indicibile di carichi dinamici, tirando su col naso si fa rientrare un po’ di materia grigia, giusto in tempo per accorgersi che è già tempo di tirare i dadi e di infilarsi in una CURVA CIECA (DA TERZA PIENA) A SINISTRA, che tanto per gradire è condita con un vistoso scollinamento con cambio di pendenza incluso proprio nel momento in cui si dovrebbe entrare.
libidinometro a fondo scala e strizzometro a luce rossa lampeggiante.
anche qui ci sarebbe da rimettere mano al dizionario dei sinonimi, peccato che anche i MiG meno motorizzati si sono rifatti sotto e quindi...bando alla cultura linguistica, ci si deve lanciare in un’altra manovra evasiva! Rieccoci quindi a dover eseguire uno "yo-yo", stavolta nella variante "alto/basso", in un bel TORNANTE A SINISTRA con due corde segnalate e che (manco a farlo apposta) causa un notevole consumo della saponetta sinistra...
ancora MiG a ore 6! E adesso che si fa? Beh...siamo in alto, ANDIAMO VERSO IL BASSO! Dopo il tornante (o meglio...a quelche metro dopo il secondo punto di corda del tornante) inizia un DISCESONE STRAPIENO DI CAMBI DI DIREZIONE DX-SX-DX-SX, nella migliore tradizione dei duelli aerei qui si consumano epici rodei e frenetici inseguimenti, nei quali vale la regola "mai stare dritti per più di un decimo di secondo"!
io rodeo/inseguimento finisce in fondo al discesone con una graziosa STACCATA CON MOTO INCLINATA VERSO DESTRA, opzionalmente fatta sul cordolo, che prelude a un'altrettanto graziosa CURVA A RAMPINO DA SECONDA IN COMPRESSIONE A SINISTRA, che fa il paio con la mostruosità in salita di qualche riga fa...ancora una volta il cervello cerca di uscire da tutti i buchi, mentre il campo visivo viene completamente invaso dal colore dell’asfalto (prima) e del cielo (poi)
libidinometro letteralmente esploso, strizzometro spento per evidente inutilità.
gran finale in stile ESTHER WILLIAMS SCIAMANNATA con un rettilineo che, per chi non l'avesse capito, praticamente è uno scivolo acquatico modello "kamikaze" fatto al contrario (ovviamente, a tutta manetta), con ben due scollinamenti predisposti all’uopo di causare impennate e ribaltamenti vari, dopodiché la triple gauche è già in arrivo (ovviamente nascosta dietro l’ultimo scollinamento, altrimenti che gusto c'è?)
va da sé che imparare tutta questa serie di manovre richiede un po' di tempo...ed un notevole contributo di rekkie regalate...soprattutto se la giornata è piena di veterani del tracciato!
Dal mio punto di vista, devo dire che come al solito la vypera non si è fatta pregare, grazie al suo motorone mi bevevo con relativa facilità tutti i salitoni, se solo osassi di più in frenata adesso CI SENTIREI MEGLIO...
Ma andiamo con ordine, dato che i duelli aerei della giornata sono stati numerosi...
Il nostro squadrone si presenta a ranghi completi, con il sottoscritto on vintage-vypera, ringhio (detto anche la BrianzolA volante) on kawa 600 RR, Alberto-the-wrestler on vypera 2000-2001 e Demetrio/angel69 on gixxerino aBBusato e impennoso!
Già dal ghigno digrignante del ringhio si capisce che oggi la sfida sarà dura, anche perché l’infame ha già girato e si appresta quindi a fare messe di padiglioni auricolari su di noi che siamo debuttanti in questo catino infernale...
Lo squadrone arriva in autodromo accompagnato dal rombo dei motori che indicano il già avvenuto inizio delle ostilità...noi scarichiamo le moto ma gi altri pazzi sono già in pieno mazzuolamento reciproco! ARGH cominciamo bene...
Fortunatamente riconosciamo Vizziello...ehm, volevo dire CLIMBER74 (oh, ma quanto gli somiglia? Eheheheh) che ci permette di attaccarci alla codona della sua apriliona per farci fare il "tour del fermone terrorizzato" della pista!
Io/Alberto/Demetrio entriamo in fila indiana come le paperine in un lago (pieno di alligatori), giro di riscaldamento, mi presento al primo "tuffo" (GLOM), alla prima compressione (RIGLOM) alla curva cieca con scollinamento (TRIGLOM) al discesone (STRAGLOM) e al tornante in compressione (MEGAGLOM), climber comincia ad accelerare...MIIIIIIII MA DOVE VA, AIUTOOOOOOOOOOOOO, mi ammazzo, esco, vado dritto, non vedo niente TORNO A CASAAAAAAAAA
Invece la brianzola volante se ne va bel bella per i saliscendi della pista, pulendo la slick posteriore nuova e sparandosi già pieghe e tempi "interessanti"..BSTRD :-D
Più o meno i primi giri vanno avanti così, solo l’olimpica pazienza di Climber (che resiste alla tentazione di allungare e lasciarci da soli in mezzo alla pista) ci permette di familiarizzare con le traiettorie..grazie climber!
Passato il primo momento (mezz’ora buona, ndr) di panico, si comincia ad andare, e mentre un minimo di lucidità rifà capolino, mi rendo conto che ci sono altri pregiatissimi motocorsari, tutti riccamente installati in un box: abbiamo la ANUK con il suo redivivo affettasalami 748 in versione nera-opaca integrale, il PONCHARELLO con la sua vypera molto stilosa, un irriconoscibile TAMAGNUN (che dai tempi della mitica motocena nella bergamasca è diventato decisamente più pista-maniAco che mai), e l’inseparabile coppia BALDRAK/NORRIK con le loro superfighissime bicilindriche SBK-replica
La mattinata scorre all’insegna dell’apprendimento del circuito, che per inciso è veramente tosto...i tempi scendono, ma a differenza delle altre piste non mi si chiude l’embolo, non capisco come e dove passare quelli più lenti di me in sicurezza...con l’inevitabile risultato che indugio troppo e mi faccio invariabilmente sdrerekkiare dall’immancabile trenino di assatanati!
Evabbè. Oggi si fa scuola guida...in ogni caso la scioltezza aumenta e qualcosa di decente viene fuori, con qualche ingarello niente male (ho anche provato ad inseguire la brianzola volante ma più di due giri non ho resistito DOPPIO ARGH)
Nel frattempo, oltre alla succitata brianzola (che evidentemente ha trovato nel kawa RR la sua moto ideale, date le notevoli prestazioni dimostrate), il resto dello squadrone si impegna a profusione: Alberto-the-wrestler assaggia gli inebrianti piaceri DEI DRITTI, lasciando le proprie impronte su diverse vie di fuga, mentre ANGEL69 si prodiga al massimo per tritare le spalle dei suoi dragon corsa, ma soprattutto per farsi sentire sul salitone del traguardo, dove il suo 600 fa il vocione da 1000 e si arrampica con una prepotenza insospettata! Miracoli delle power commander!
Ovviamente anche gli altri motocorsari si buttano allegramente nella mischia, in particolare vedo BALDRAK e il PONCHARELLO ripetutamente...DA DIETRO mentre loro mi massacrano a ripetizione (argh...ma la prossima volta...), mentre la ANUK, che mi si dice aver avuto una crisi mistica il giorno precedente, va più cauta con il suo ducati...in ogni caso la ragazza ha carattere da vendere, e ci da comunque dentro!
La giornata va avanti in modo abbastanza tranquillo, anche il clima è benevolo, e le ore passano in fretta: arriva il pomeriggio, e si prendono i tempi per la griglia di partenza della GARETTA.
A tal proposito, vengo invitato ripetutamente da climber a partecipare, ma in un inspiegabile accesso di CONIGLIAGGINE rifiuto l’invito adducendo ragionevoli scuse del tipo "preferisco vivere" "vado piano penso alla famiglia" eccetera eccetera..che vergognaaaaaaaaaaaaaaaa!
Ringhio invece la garetta la vuole fare, eccome! Infatti ci dà come un forsennato e strappa nientemeno che il TERZO TEMPO IN GRIGLIA (nel gruppo due) e comincia quindi a grugnire nella più sana tradizione dello squadrone avvoltoi (meritandosi peraltro la nomina sul campo ad AVVOLTOIO EFFETTIVO).
Dopo le qualifiche ecco finalmente lo schieramento: BALDRAK, NORRIK e RINGHIO in prima fila, appena dietro ad una R1 blu/bianca...ringhio è bianco-pallido, sente evidentemente la tensione della gara!
PARTENZA! O meglio...IMPENNATE! Mezzo schieramento si trova in monoruota, mentre ringhio, avendo lesinato con la manetta del gas, si trova in prima a 3000 rpm e viene ahimè retrocesso in sesta posizione!
Nonostante le impennate furiose BALDRAK prende il largo, tallonato dalla VTR SP di NORRIK...nelle retovie è bagarre totale dal 5° all’8° posto, con ringhio e climber che si allontanano e si avvicinano...
7 giri di guerra e poi BANDIERA A SCACCHI! Grande vittoria (di prepotenza, direi) di BALDRAK, NORRIK in seconda posizione! Ringhio e climber a metà gruppo, evidentemente rallentati dalla bagarre...la prossima volta la devo fare anche ioooooooooooooooooooo!
La garetta del gruppo degli "stramanici" è decisamente più tirata...ma tant’è , sono TROPPO VELOCI per noi comuni mortali! In particolare, la vittoria va a un SUPERSILURO con R6, che faceva veramente impressione: tutto il rettilineo del traguardo fatto sulla riga bianca, ingresso balistico nella triple gauche e percorrenza speventosa...dopodichè non lo si vedeva più ma si sentiva solamente il latrato furibondo del suo motore su e giù per le colline!
Fine delle garette, tutti gli aerei tornano alla base...si va a casa con un bel pò di paura in meno, la consapevolezza di aver passato una magnifica giornata in un magnifico posto e la certezza che ci si deve tornare...perché questo circuito fa paura, ma dà dipendenza!
E per concludere in tema direi..."we will never surrender!" a voi la ricerca della fonte di cotanta dotta citazione ;-)
Gigiturbo.
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